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Rivalta - Protesta dei cittadini dopo l'ennesimo abbassamento dei livelli

Una palude da salvare

Fabio Severi: "L'acqua è sempre meno e la valle muore"


di Emanuele Salvato


rs_cronaca RIVALTA S/MINCIO - «Ci manca solo che se una persona perde una ciabatta nella palude di Rivalta, il Parco del Mincio dia parere favorevole all’abbassamento del livello delle acque per permettere allo scalzo di ritrovare ciò che ha perso». Certo è un’esasperazione dei fatti però, Fabio Severi, il coordinatore dell’associazione rivaltese “Amici del Mincio”, sceglie queste parole per esprimere il proprio dissenso e quello degli associati sulla facilità con cui viene abbassato il livello delle acque nella palude di fondo Mincio, compresa fra Rivalta e il lago Superiore. «Da giovedì 15 febbraio - spiega Severi - il livello dell’acqua, dopo essere stato alzato giusto una settimana prima, è stato abbassato di oltre 45 centimetri. Dicono dal Parco del Mincio e dal Magistrato del Po che il provvedimento si è reso necessario per permettere, ai proprietari dei fondi compresi nella zona della palude, di procedere al periodico taglio delle canne e consentire ai privati di avvalersi di finanziamenti regionali previsti per quest’attività.

Fra dieci giorni dicono che il livello “normale” verrà ripristinato. Intanto, ogni minima scusa è buona per togliere acqua alla palude. E, magari, per toglierne troppa: nella circolare inviata dal Magistrato del Po al sindaco di Rodigo, si parla di una diminuzione necessaria di 30 centimetri. Ma qui i centimetri d’acqua tolti, lo ripeto, sono almeno 45». Con i nostri occhi abbiamo verificato che la maggior parte dei canaletti che costituiscono la palude è secca ed è impossibile accedervi con barche e canoe. «Questo stato di cose - spiega Severi - è stato causato per prima cosa dalla scarsità d’acqua che fluisce nella zona palustre e, secondariamente, dalla poca cura di chi è responsabile della palude, il parco del Mincio».

Severi ricorda che, se per un fiume incanalato, 30 - 40 centimetri sono poca cosa, per una palude significano la sopravvivenza o la distruzione dell’ecosistema: «La zona intorno alla palude è secca perché dovrebbe servire da bacino di rifugio in caso di alluvioni. Ma con i futuri canale scolmatori per i fiumi Osone e Caldone e con le pompe idrovore che già esistono, il rischio di alluvioni per Mantova sarebbe veramente esiguo». In base a queste considerazioni Severi ricorda che tutta la zona palustre di Rivalta potrebbe essere sfruttata meglio dal punto di vista turistico, grazie ad un’autodepurazione naturale delle acque: «Questa sarebbe possibile grazie alla fitodepurazione, la depurazione delle acque per mezzo delle piante (vedi articolo sopra); questa, a medio termine, potrebbe far tornare balneabili persino le acque dei laghi.

Per realizzarla, però, è necessario un notevole aumento del livello delle acque palustri che, da 15 anni a questa parte è ampiamente sotto i valori storici. Pensi che in Inghilterra stanno ricreando artificialmente le zone paludose per i benefici ambientali che portano».

[ Fonte: Quotidiano "Voce di Mantova" del 23/02/2001 ]

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Ultimo agg. 07/08/2006 ( 13182 letture | Invia )


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