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Pioggia sotto la media stagionale, riserve idriche in crisi

Po e Garda verso i minimi storici

A Borgoforte fiume sceso a -2.16 Fondali ridotti a un metro e mezzo Il lago a Peschiera è 30 centimetri più basso rispetto agli ultimi anni


di Francesco Romani


rs_cronaca MANTOVA. Non piove in modo consistente da mesi ed è già allarme per le riserve idriche del Mantovano. Garda, Po ed affluenti stanno lentamente scendendo verso i minimi storici raggiunti nel 2003 e bissati la scorsa annata. Ma allora si era a fine estate, in agosto, mentre ora l’anno è appena iniziato. Il Garda è sotto i 60 centimetri a Peschiera, 30 meno della media mentre il Po a Borgoforte e 2.16 metri sotto lo zero. Anche i fondali si riducono: a Cicognara e Quingentole la profondità massima è 160 centimetri, a valle di Melara e a Ficarolo solo 150.

Una situazione che sta creando apprensione nelle associazioni agricole. Ovviamente adesso non è epoca irrigua, ma si guarda con preoccupazione alla prossima stagione che potrà utilizzare l’acqua immagazzinata in questi mesi.

Il problema nasce dalla scarsità di piogge che ha caratterizzato quest’inizio di inverno. In Piemonte ed Alta Lombardia, bacino nel quale si «ricaricano» le falde che nel tempo approvvigionano la pianura padana, non piove da quattro mesi. Il Lago Maggiore e quello di Como hanno battuto i record di siccità del 2003. All’appello manca, in pratica un terzo delle piogge: una quantità che si traduce in circa 80 centimetri di calo dei laghi rispetto alla media degli ultimi 60 anni. Gli utilizzatori (centrali termoelettriche ed idroelettriche) hanno già ridotto del 50% i consumi. Basterà il disgelo primaverile a rimpinguare le riserve quasi esaurite? Non è detto, spiegano gli esperti. Negli ultimi 50 anni gli episodi di siccità grave nel bacino del Po, ovvero con precipitazioni praticamente assenti per 8 mesi, sono stati 8, dei quali ben 6 nell’ultimo decennio. Come dire che la «fase» secca sembra accentuarsi. E’ così anche nel mantovano dove, per ora, sono piovuti 35 millimetri in dicembre, contro una media di 51, e solo 4,8 a metà gennaio (contro 22) tra l’altro a carattere nevoso tuttora «fermi» nei terreni.

Situazione analoga accadde nell’inverno del 2002 quando il Po a Borgoforte scese a -2.36. L’estate seguente (2003) fu ricordata come un record negativo con centrali termoelettriche spente e allarme in tutti i settori agricoli.

Ieri le quote del grande fiume erano vicini a questi record invernali. A Borgoforte il Po era a -2.16, con un calo di 14 centimetri negli ultimi 6 giorni, e a Casalmaggiore -4.06. Circa un metro meno dello scorso anno. Pesante anche il deficit a Cremona (-6.95) e Riva di Suzzara (-3.14) come pure «record» sono le quote dei fondali. In molti punti il Po è profondo meno di due metri e addirittura 150 cm fra Melara e Bergantino, nel Rodigino.

[ Fonte: Quotidiano "Gazzetta di Mantova" del 15/01/2006 ]

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Ultimo agg. 17/01/2006 ( 11362 letture | Invia )


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