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Sospesa la decisione sulle quote. Lorenzi: «Così ri rischia la siccità la prossima estate»

Il Mincio nel bilancio energetico

L’acqua potrebbe servire per la super produzione elettrica


di fr.r.


rs_cronaca MANTOVA. Non solo le centrali mantovane potrebbero essere chiamate a riattivare i propri impianti in grado di funzionare a nafta. Anche l’agricoltura potrebbe essere interessata dai provvedimenti d’emergenza nel caso che le forniture di gas russo all’Italia diminuissero per un lungo periodo. In questo caso l’acqua gestita dai Cconsorzi servirà per produrre energia o raffreddare le centrali.

E’ quanto spiega Massimo Lorenzi, presidente del consorzio del Mincio che fornisce l’acqua in uscita dal lago di Garda attraverso il Mincio ed il canale Virgilio agli utenti agriocoli ed industriali.
Proprio la situazione del lago offre spunti di preoccupazione, visto che di fronte ad una media attorno ai 90 centimetri all’idrometro di Peschiera, la quota del lago era sotto i 60. Una situazione che già ora potrebbe costituire un motivo di preoccupazione per la prossima estate.

«Lo scorso anno - spiega Lorenzi - la quota del lago in questo stesso periodo era attorno ad un metro e ci siamo trovati in estate in piena emergenza siccità. Purtroppo quest’anno non solo il livello del Garda è molto basso, ma le nostre richieste di frenare l’uscita dell’acqua nel Mincio portando da 15 a 10 metri cubi si scontrano con la situazione energetica delicata di queste ore. La centrale termoelettrica di Ponti sul Mincio ci ha, infatti, chiesto di non scendere sotto i 15 metri cubi per garantire loro il raffreddamento degli impianti». Un raffreddamento che avviene prelevando acqua a monte della diga di Salionze-Peschiera e restituendola a valle. La necessità espressa dai gestori della centrale (Asm di Brescia, Agsm di Rovereto) è però quella di avere almeno 15 metri cubi al secondo per consentire una corretta diluizione dell’energia termica prodotta. Questo anche in previsione di una situazione energetica incerta per i prossimi mesi determinata dalla disputa russo-ucraina sul gas naturale. «E’ una richiesta che stiamo valutando con il direttore dell’Aipo - prosegue Lorenzi -. Le necessità industriali le conosciamo, ma non possiamo permetterci di usare troppa acqua adesso con il rischio di trovarci in estate nuovamente in emergenza siccità». Per questo è stata valutata anche l’ipotesi di trattenere l’acqua nel lago e pagare la relativa penale agli utilizzatori. Ma l’incipiente crisi del gas russo potrebbe rimescolare le carte. E oggi, alla fine della riunione del Comitato ministeriale d’emergenza presieduta dal ministro delle Attività produttive Claudio Scajola alcuni nodi saranno sciolti.

[ Fonte: Quotidiano "Gazzetta di Mantova" del 03/01/2006 ]

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Ultimo agg. 17/01/2006 ( 9749 letture | Invia )


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