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Mantova, il Parco vuole 2 milioni per la biodiversità

“Reflow Mincio” è il maxi-progetto candidato al bando europeo Life: interventi ai laghi e nelle valli


di Barbara Rodella


rs_cronaca Tutelare la natura e la biodiversità. Con questi obiettivi il Parco del Mincio partecipa al bando europeo Life, che incoraggia e sostiene attività legate all’ambiente. Il budget complessivo dell’iniziativa è di 2 milioni e 125mila euro: il 60% della somma totale è stato chiesto all’Europa, il rimanente verrebbe cofinanziato da Parco del Mincio (142.400 euro), Fondazione Cariplo (200mila) e Comune di Mantova (150mila). Il progetto “Reflow Mincio” vede il Parco soggetto promotore e si sviluppa grazie ad una partnership con l’Università di Parma, l’Aipo, lo Studio Telò e la Sta (Società trattamento d’acque).

Se verrà accettato, il programma ha quattro anni per essere realizzato, da luglio 2017 a dicembre 2021. La risposta arriverà tra gennaio e marzo. Gli interventi riguarderanno i laghi di Mantova e le Valli del Mincio per migliorarne la qualità delle acque e della circolazione idraulica, e tradursi in riqualificazioni ambientali. Tra gli scopi c’è quello è di estendere del 30% l’habitat idoneo ad ospitare le varie specie faunistiche, aiutando la biodiversità. Le azioni sono previste su più fronti. Si pensa, ad esempio, a limitare l’estensione delle isole di fior di loto e di ludwigia. Entrambe sono piante infestanti e invasive, il fior di loto negli anni si è raddoppiato mentre la ludwigia, prima presente solo nel lago di Mezzo, ora si trova anche nelle Valli del Mincio. Si interviene su un totale di 12 ettari, 10 di fior di loto e 2 di ludwigia, con sfalcio, rimozione e allontanamento delle piante.

I tratti di sponda sottoposti a fenomeni di erosione saranno poi consolidati per proteggerli e permettere alla fauna autoctona, ad esempio l’anguilla, di cerare rifugi per difendersi dalle specie alloctone. È previsto l’acquisto di un terreno nel comune di Curtatone – il proprietario ha già dato l’assenso – per effettuare uno scavo funzionale all’inserimento di uno sgrigliatore in grado di bloccare il 90% del materiale flottante immesso nelle Valli dal canale Osone, riducendo così l’apporto di materiali sospesi e l’intorbidimento delle acque.

Le praterie sommerse di piante acquatiche, in particolare la vallisneria spiralis, verrebbero ripristinate trapiantandole in canali interni alle Valli e in zona foce degli immissari del Mincio, Goldone e Osone, grazie a moduli di canne palustri che vanno a creare un mosaico. Queste piante hanno una grande capacità di colonizzazione dunque in breve tempo arriverebbero a creare dei nuovi habitat. Si pensa poi a gestire il livello d’acqua dei terreni interni alle Valli inserendo quattro nuove paratoie. Nei bordi delle aree mantenute sature si favorisce così anche la crescita della canna palustre. Per valutare le azioni di conservazione e miglioramento è stato anche predisposto un monitoraggio multidisciplinare, con telerilevamento e analisi in situ, per eseguire controlli sia su vasta scala sia su singole zone.

[ Fonte: Quotidiano "Gazzetta di Mantova" del 22/09/2016 ]

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Ultimo agg. 23/09/2016 ( 3548 letture | Invia )


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