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Acque pubbliche senza controllo

di Giovanni Marinelli


lettere Vedendo lo stato di degrado in cui versano i fossi, le loro sponde e le acque in essi scorrenti mi sono domandato: chi si occupa di far rispettare le norme di polizia delle acque pubbliche? La risposta che mi sono dato è la seguente: nessuno! La ragione di tale disinteresse forse sta nel fatto che se ne dovrebbero occupare un po' tutti, il che vale a dire nessuno! La legge originaria in materia, formulata nel 1865 quando Mantova era ancora sotto il dominio austriaco, stabilisce che gli accertamenti delle violazioni delle norme di polizia delle acque pubbliche spettano agli ufficiali e sorveglianti idraulici (che non esistono più) ai sorveglianti dei consorzi di bonifica, ai Carabinieri, al Corpo Forestale (purtroppo in via di soppressione) e a "qualsiasi agente giurato delle pubbliche amministrazioni" (vigili urbani, guardie pesca provinciali, guardie ecologiche e via enumerando).

Ulteriore confusione si è avuta con l'istituzione delle Regioni, alle quali fu delegata parte delle competenze in materia idraulica (solo per ridere (amaramente); ricordo una circolare della Regione Lombardia che stabiliva i criteri tecnici per piantumare le sommità degli argini dei fiumi, attività rigorosamente vietata dalla legge dello stato! Altro disinteresse (questo formalmente più grave) è generato dal fatto che le violazioni alle norme di polizia delle acque pubbliche hanno rilevanza penale prevedendo pene detentive e multe irrogate cumulativamente. Pertanto se un volenteroso agente giurato si proponesse di accertare una violazione, il relativo verbale andrebbe necessariamente inviato alla Procura della Repubblica con altissima probabilità che il reato stesso cada in prescrizione, per l'enorme mole di lavoro che grava sui tribunali. Altrettanto accadrebbe se un cittadino coraggioso comunicasse alla Procura la notizia di reato per violazione delle norme di polizia.

Per risolvere il problema sarebbe quindi necessario che il governo ponesse mano a un chiaro e semplice testo unico sulla polizia idraulica la cui azione dovrebbe essere esercitata solo da organi dello stato (magari utilizzando il Corpo Forestale anziché eliminarlo) depenalizzando altresì molte violazioni non gravi sanzionandole amministrativamente.

Oggi (per esempio) l'azione di polizia sul cosiddetto reticolo idraulico minore è a carico del comune interessato territorialmente: ve lo immaginate il sindaco pro-tempore che manda il vigile urbano a denunciare il proporio assessore-agricoltore perché ha arato e seminato fino al ciglio non osservando la fascia di rispetto di cinque metri dalla sponda del fosso prevista dalla legge?

[ Notizia del 10/06/2016 ]

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Ultimo agg. 15/06/2016 ( 3794 letture | Invia )


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